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giovedì 16 maggio 2013

MOSTRATO AL MONDO IL REATTORE KESHE! Svolta dell'umanità, un passo importantissimo per l'energia libera!

Un nuovo capitolo della scienza ha preso inizio.

Alle ore 17,00 del 21 Aprile 2013, presso il Centro Congressi del Fenaroli Palace Hotel, alla presenza di un pubblico proveniente da ogni parte del mondo, in collegamento streaming con 102 nazioni, Mehran T. Keshe, fisico nucleare, direttore della Keshe Foundation, ha aperto i lavori della Conferenza del Trattato di Pace Mondiale.


Nel corso della conferenza l’Ing. Keshe ha ricordato come la Keshe Foundation ha sempre avuto come missione la pace nel mondo e come, al contrario di ogni altra organizzazione, attraverso le conquiste tecnologiche della scienza, intende rendere possibili le condizioni perché la pace mondiale diventi realtà.
Come già in altre occasioni aveva sottolineato, l’attuale traguardo raggiunto dalle tecnologie Magravs di cui la Fondazione è titolare, da una parte rende di fatto obsolete le armi di qualunque genere attualmente impiegate nei conflitti ancora in corso in varie zone del pianeta, dall’altra per la possibilità di dare soluzioni rivoluzionarie ai problemi di carenze di acqua, cibo e materie prime, per i quali le dinamiche dei conflitti prendono avvio, rende insensata la lotta che si fonda sulla scarsità.
Ha concluso quindi dicendo che in queste ultime settimane molto è cambiato negli equilibri internazionali reali, che i leader mondiali – alcuni dei quali hanno già firmato il trattato in quanto individui – stanno predisponendosi a firmarlo in quanto capi delle rispettive nazioni, per poi dare annunci congiunti in merito.
Per questo motivo ha detto di ritenere che ora il momento è giunto perché l’umanità possa accedere ad una tecnologia in grado di cambiare la vita di ogni abitante del pianeta.
Un reattore da Malta
Al termine della presentazione del Trattato di Pace e del suo significato, l’ing. Keshe ha presentato, come esempio dell’iniziativa della popolazione, il progetto MICSPI di reattore al plasma realizzato dal Gruppo di Studio Keshe Foundation Malta guidato dall’Ing Joseph Micallef, sulla base delle indicazioni ricavate dai brevetti rilasciati pubblicamente sul web dal sito della Fondazione Keshe.
Nelle intenzioni di Keshe infatti, il raggiungimento corretto della situazione propizia all’implementazione pratica della nuova tecnologia doveva essere effettuato mettendo a disposizione dei governi, da una parte, i piani progettuali attraverso la consegna ufficiale degli stessi alle varie ambasciate, e della popolazione, dall’altra, dei disegni di progetto allegati ai brevetti attraverso il sito web della Fondazione, in modo che sia dal basso che dall’alto si prendesse familiarità e consapevolezza del significato profondo di questa nuova possibilità offerta dalla scienza.
Così è stato ed ora la situazione consente il rilascio completo delle tecnologie.
L’intervento dell’On. Fabio Meroni
Ad introdurre il discorso dell’Ing. Keshe è intervenuto l’On. Fabio Meroni, che nella scorsa legislatura, sedendo in Parlamento tra le fila della Lega Nord, dopo la consegna dei piani progettuali delle tecnologie Keshe al governo italiano dell’ottobre 2012, presentò una duplice interrogazione parlamentare – tuttora inevasa – per conoscere l’esito della presa in consegna delle tecnologie da parte del Governo Italiano.
Meroni ha sottolineato nel suo intervento come la necessità di aprirsi alle possibilità offerte dalle tecnologie più avanzate sia ormai ineludibile da parte delle istituzioni di ogni livello, per poter dare ai cittadini una risposta ad una situazione che diviene ogni giorno più critica.
E come l’obiettivo della pace, indipendentemente dagli schieramenti politici, sia da conseguire come indispensabile presupposto sociale per il passaggio evolutivo ad un nuovo grado di civiltà planetaria
L’On. Meroni si è complimentato infine con Joseph Micallef, il cittadino maltese che ha realizzato con il suo gruppo di studio la tecnologia Keshe, mettendo in gioco le proprie conoscenze ed abilità laddove gli organi pubblici sono lenti a recepire le istanze del nuovo.
Lo stato dell’arte della Tecnologia Keshe
In chiusura dei lavori l’ing. Keshe ha quindi annunciato la presentazione in anteprima mondiale del risultato di trent’anni di studi e sperimentazioni da parte della Keshe Foundation.
Appena giunto dai laboratori, ancora nella cassa da trasporto, è stato svelato l’aspetto dello stato dell’arte dei Keshe Power Reactor: un apparato delle dimensioni tali da poter stare su un tavolino che è in grado di produrre tanta energia quanta ne occorre per una città, produrre campi gravitazionali in grado di sollevare migliaia di tonnellate, e consentire tutte le altre applicazioni della tecnologia Magrav nei diversi campi.
L’aspetto apparentemente semplice che appare nel video nasconde, all’interno del globo di rame delle dimensioni di un cranio umano, una infinita complessità di componenti che sono deputati a replicare in piccolo le strutture e le dinamiche di un intero universo.
Nell’assordante silenzio dei media ufficiali il mondo ha comunque potuto sapere che il futuro è arrivato.
Jervé


Fonte: iconicon.it

È un teschio alieno quello ritrovato in Messico?


SONO RIMASTI STUPITI ANCHE GLI ARCHEOLOGI, QUANDO HANNO RIPORTATO ALLA LUCE ALCUNI SCHELETRI SEPOLTI IN UN ANTICO CIMITERO......




Sono rimasti stupiti anche gli archeologi, quando hanno riportato alla luce alcuni scheletri sepolti in un antico cimitero messicano vecchio di circa mille anni. Corpi in gran parte caratterizzati da mutilazioni dentali e deformazioni craniche- usanza di molte tribú mesoamericane. Ma un teschio, in particolare, colpisce. E basta osservare le immagini sorprendenti per capire perché.

Sembra infatti uscire dal film "Alien" di Ridley Scott: la testa è eccezionalmente oblunga, le orbite oculari anziché circolari sonofessure, gli zigomi appaiono anomali e il mento innaturalmente a punta. Pare quasi impossibile che un tempo quel cranio appartenesse ad un essere umano e non ad una misteriosa creatura extraterrestre. Eppure, secondo gli studiosi, per quanto straordinario quello scheletro sarebbe perfettamente spiegabile.
La scoperta è stata effettuata in Messico, vicino al piccolo villaggio di Onavas, da un team archeologico guidato dalla dottoressa Cristina Garcia Moreno. Dalla terra sono emersi i resti di 25 persone: 13 presentavano deformazioni ossee, mentre altre 5 avevano mutilazioni a livello della dentatura.
"Questo tipo di alterazioni venivano praticate per differenziare un gruppo sociale dall'altro oppure per scopi rituali", spiega la Garcia Moreno."Ma questo ritrovamento è unico nel suo genere, perché mostra nello stesso luogo un mix di tradizioni appartenenti a diverse etnie del Messico settentrionale. L'uso di ornamenti realizzati con conchiglie, poi, non era mai stato evidenziato nel territorio di Sonora e prova che l'influenza dei popoli mesoamericani è arrivata molto più a nord di quanto non immaginavamo."
I corpi sono infatti adornati con orecchini al naso e ai lobi, pendenti, bracciali, tutti fabbricati con gusci di conchiglie provenienti del Golfo della California. Uno poi è stato sepolto con un carapace di tartaruga adagiato sugli addominali, come a protezione del ventre. Sono però le deformazioni ossee a suscitare il maggiore interesse nei ricercatori, anche perché è la prima volta che vengono riscontrate in questa regione del Messico.
In epoche remote, era uso comune modificare la forma del cranio attraverso una serie di bendature o di strumenti in legno che venivano applicati ai neonati, a partire dal primo mese di vita, quando le ossa sono ancora tenere. Avere la nuca piatta o la fronte altissima o la testa allungata in alcune culture era un segno di distinzione legato ad un determinato gruppo di appartenenza o ad un certo status sociale.
Il primo a parlare di queste deformazioni- ai nostri occhi crudeli e senza senso- fu il medico grecoIppocrate, nel V secolo a.C. Ne scrisse in un suo trattato in merito ad un popolo chiamato"Macrocefali" (letteralmente "Grandi teste") che inducevano nei bambini l'appiattimento del cranio. Ma alcuni antropologi sono convinti che queste usanze fossero piuttosto frequenti già tra iNeanderthal. Una pratica non immune da gravi rischi.
I soggetti sottoposti allo schiacciamento progressivo del cranio attraverso bendaggi o pressioni meccaniche molto spesso non sopravvivevano o comunque avevano un'aspettativa di vita molto bassa. Una conferma arriva dal cimitero appena scoperto: quasi tutti erano giovanissimi. Anche la mutilazione dentale, che segnava il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, era pericolosa: ad Onavas, tre dei 5 individui che portano i segni di questo rito non avevano più di 12 anni.
Questo scavo ha messo in seria difficoltà gli archeologi. "Non possiamo riconoscere le differenze sociali perché tutte le sepolture sembrano avere le medesime caratteristiche. Non riusciamo a capire per quale motivo alcuni indossassero degli ornamenti ed altri no, così come non sappiamo spiegare la presenza tra quei 25 scheletri di uno solo femminile", ammette l'archeologa messicana.
E poi c'è quel teschio decisamente più anomalo ed inconsueto di tutti gli altri. Tanto strano da sembrare un fotomontaggio o un effetto speciale di Hollywood. Invece è incredibilmente reale.Nonostante le spiegazioni rassicuranti degli esperti, prevediamo un gran fiorire di ipotesi alternative sulla vera origine, provenienza e natura di quell'individuo tanto bizzarro che un giorno visse e morì in quell'angolo del mondo.
Fonte: extremamente.it